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Personal Branding
October 1st, 2009definisci il tuo brand
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Elevator Pitch or Speech
June 13th, 2008I’ve always been attracted by the Americans’ communication abilities.
Though the best school was the rethorical greek one, most of the greatest communication teaching in the last 60/70 years have come from the States.
In my last journey in San Francisco, in April, I was so lucky to attend to one of these teaching that in a way have enlighten me. Todd Wilkens, design researcher in Adaptive Path, a company based in San Francisco, spoke about the Elevator Pitch (or Speech).
Sometimes you have a great idea (business, creative or whatever) and you need to communicate to a venture capitalist, your boss or whatever. Well, you don’t have so much time because who’s listening to you doesn’t have time as well. You have only time for an elevator ride… 2, 3 max 5 minutes and you have to impress and convince him to put the money.
Tell who you are, what about your idea, who your idea is for and who isn’t for and explain differences from your competitor (Very similar to the 5W in the journalism lesson).
That’s the elevator pitch.
In this site some 1 minute elevator pitch, commented and rated by users.
I think this is a very effective way to learn to communicate and it’s worth more than thousand University lessons.
Make an exercise now: think of your best idea ever and try to build your EP up.
I know it’s funny.
Yahoo! onePlace and other amenities?
March 5th, 2008Reading on TechCrunch an article dealing with the new mobile application by Yahoo, I was reading all the comments when, one of these enlighten me. I quote:It’s great to see Yahoo launching so much new stuff. Not.
Yahoo is just launching a bunch of crap to get blogs to write about them. More and more stuff for the 415 and 650 types. Great, no one else cares.
What happened to real innovation on the web? It seems like all the big players and small players are just trying to find ways to RSS this, or Twitter this, or combine this, or add this.
Real innovation does one of the following:
- Allows me to spend more time with my family and friends
- Reduces stress
- Makes me healthier
- Makes me smarter
- Makes me richer
Most of these products accomplish none of the above.Tags: mobile, stress, richness, yahoo
Sei gradi di separazione
December 1st, 2007Mi ha sempre affascinato il concetto dei Six Degrees of Separation, ossia i sei gradi di separazione, la distanza relazionale tra due persone qualsiasi su questa Terra, il numero massimo di segmenti che possono unire due punti sul pianeta.In questo momento in cui i social network si stanno propagando e che gli strumenti estendono il nostro potere di contatto e relazione, non si può fare a meno di pensare che la teoria dei Sei Gradi è sempre più concreta e si è calata nella nostra realtà, in qualche modo generando la consapevolezza che le distanze tra le persone si riducono e così cambia il concetto di Potere. Orkut prima, LinkedIn poi, ora Facebook, MySpace e gli altri. Milioni di persone sono relazionate just a click away, contattabili con immediatezza. Il potere simbolico cambia forme e i detentori del potere sociale “scendono”, almeno nelle società più dinamiche, sul piano del popolo. E’ così che i candidati democratici creano il loro profilo personale e si aprono alle relazioni dirette, non mediate.In Italia è sempre più difficile. Fioroni, l’altra sera su MTV, in qualche modo si “vantava” di avere problemi con la tastiera e quindi di faticare nel rispondere via mail. Ma il problema non è Fioroni che non usa le tecnologie alla sua età. Ha dimostrato di essere una persona che ci tiene e probabilmente onesta. Il problema vero è: ma perchè siamo nella condizione in cui il ministro dell’Istruzione che deve parlare ai giovani è una persona totalmente fuori dal loro mondo, che non conosce gli strumenti, i linguaggi che usano, le dinamiche relazionali che li pervadono. Perchè non c’è un 40enne al Ministero… che ha vissuto parte della Rivoluzione Informatica e che ha figli probabilmente in età scolare.
Distortions
November 1st, 2006Your English is very good!
November 1st, 2006Quando le lingue sono importanti…
Esempio 1 – Guarda il video - I wanna f**k you in the ass
Esempio 2 – Guarda il video - May Day!! We’re sinking!!
Esempio 3 – Guarda il video - Do you speak English? No, I don’t
Esempio 4 – Guarda il video - Noze only
Italian podcasters
March 10th, 2006Pubblico volentieri il risultato di una ricerca Forrester sugli utenti podcast nei cinque principali mercati europei (Francia, Germania, UK, Spagna e Italia). Il dato è interessante: il 37% degli utenti internet italiani è un utente di podcast. Segue il 28% della Spagna, il 14% UK, il 12 % tedesco e l’8% francese.
Altri dati interessanti riguardano il profilo dei podcasters: utenti maschi, con un’età compresa tra i 16 e i 24, livello d’istruzione superiore, studente, interessato all’intrattenimento, che effettua acquisti on line frequentemente e che trascorre oltre 10 ore al giorno collegato.
Altro dato, secondo il mio modo di vedere, interessante è quello che riguarda la disponibilità di accedere preferibilmente a contenuti liberi dall’advertising.
Un monito per chi sta pensando di introdurre forme di pubblicità nei podcast.
Fiorello e Mike nel nuovo spot Infostrada
March 8th, 2006
Questa mattina voglio partire da una considerazione sul nuovo spot Infostrada con Fiorello e Mike Bongiorno, nei panni, o meglio negli stracci, di due mendicanti, ridotti a chiedere l’elemosina dalle esose tariffe telefoniche. Secondo me si tratta di un clamoroso autogol da parte di Infostrada.
Infatti, da sempre Fiorello e Mike (il primo da più tempo del secondo) sono testimonial di Infostrada. La logica conclusione di un ragionamento deduttivo, che a me viene spontanea e non so se così pure allo spettatore medio, è: ma se sono stati ridotti a chiedere l’elemosina e sono sempre stati clienti Infostrada, allora è Infostrada che li ha consegnati alla povertà?
Si tratta di una sofisticazione, secondo te?
No connections available
March 2nd, 2006Più di qualche problema di connessione questa mattina. Quindi, sarà un post stringato.
La riflessione della notte mi ha portato ha definire una linea guida per il mio intervento di sabato prossimo. Penso sia corretto portare la mia esperienza nell’ambito web cercando di far comprendere le mutazioni alle quali stiamo assistendo in termini di evoluzione delle aspettative degli utenti, convergenza multimediale e cosa la politica dovrebbe, dal mio punto di vista, fare per poter ottimizzare e sfruttare al meglio le potenzialità della Rete. La Rete come opportunità, quindi, e non come minaccia, come da molte parti si sente dire. A corredo dati sull’utenza Internet, modalità di fruizione della Rete e un’analisi su come si stanno muovendo gli attori della politica in Rete oggigiorno.
Qualcosa è cambiato. Le esperienze di Ds, Udc, Rifondazione e di alcuni candidati politici mostrano un deciso cambiamento nel modo di porsi in Rete da parte dei soggetti politici. Un primo passo interessante.


























