‘Blogging’ Category

R.I.P. Steve

October 6th, 2011



Your time is limited, so don’t waste it living someone else’s life. Don’t be trapped by dogma – which is living with the results of other people’s thinking. Don’t let the noise of other’s opinions drown out your own inner voice. And most important, have the courage to follow your heart and intuition. They somehow already know what you truly want to become. Everything else is secondary.

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The Comfort Zone

January 24th, 2011

The comfort zone is a behavioural state within which a person operates in an anxiety-neutral condition, using a limited set of behaviours to deliver a steady level of performance, usually without a sense of risk (White 2009).[1] A person’s personality can be described by his or her comfort zones.

Highly successful persons may routinely step outside their comfort zones, to accomplish what they wish. A comfort zone is a type of mental conditioning that causes a person to create and operate mental boundaries. Such boundaries create an unfounded sense of security. Like inertia, a person who has established a comfort zone in a particular axis of his or her life, will tend to stay within that zone without stepping outside of it. To step outside a person’s comfort zone, they must experiment with new and different behaviours, and then experience the new and different responses that then occur within their environment.

read about it on Wikipedia

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About entrepreneurship

November 10th, 2010

The creation of a business from the embryo of a concept is the genius of the entrepreneur.

But, unlike so many things in life, there are no boundaries as to who can be an entrepreneur. You can be a college student. True innovation is blind. As the web increasingly democratizes innovation and costs decrease, anyone can showcase a product – just look at Facebook or YouTube. In the digital world, the dependency on a large checkbook to start a business is diminishing. Instead, what has become increasingly more important is the help from others — the intellectual capital and know-how to succeed.

Entrepreneurship involves mistakes and failures. But ultimately, if you have that intellectual capital and intimate understanding behind your project, you have a chance to succeed.

Intellectual capital, and not just monetary capital, will spawn the next great product or idea. Entrepreneurs, especially in the technology sector, will create things tomorrow that we can barely imagine today. They will struggle. They will fight. Many will fail. Others will thrive.

What we must be most vigilant about is maintaining an economic system that continues to encourage entrepreneurship and creativity. If we want our country to truly succeed in the 21st century, we will need the public and private sectors to also think in creative ways to encourage and further facilitate the creation of new companies.

This is not just an American issue, but a global one. As someone who was born in Brazil, grew up in Miami, and educated in Boston, I have seen first-hand that the challenge of creating new businesses is a global opportunity. Entrepreneurship must be encouraged by everyone around the world. Working towards a common goal of creating new companies should be an aspiration for everyone, no matter what their political stripes or leanings may be, or where they live. Entrepreneurship is not limited to just our borders.

In the digital world, borders are permeable.

While watching the “Hollywood version” of one’s college life is both humbling and entertaining, I hope that this film inspires countless others to create and take that leap to start a new business. With a little luck, you might even change the world.

from: http://www.cnbc.com/id/39675388/

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Iniziative parallele

July 24th, 2010

Come ci si sente quando dopo un po’ di tempo che si fa una cosa, convinti che sia quello che abbiamo deciso di fare, ci accorgiamo che forse è lei che ha scelto noi?
Ora comincio a saperlo. Ed è per questo che voglio dare il via alle mie “INIZIATIVE PARALLELE”, progetti paralleli che mi fanno entrare in relazione con altre persone, che mi gratificano e mi motivano personalmente, nei quali posso sentirmi libero di agire senza paure e mi permettono di essere finalmente me stesso.

Iniziamo con la collaborazione con amici a un progetto molto interessante, al quale mi sento molto legato: LSE www.lifestylentrepreneur.org. E’ un blog che raccoglie storie ed esperienze imprenditoriali positive, prevalentemente nel Nord-Est, che danno un segno di speranza. Mostrano la passione, la volontà che alcune persone hanno di lasciare un segno positivo e creativo in questo mondo, e ci fa scoprire il talento, l’ingegnosità di alcune personalità.
Finalmente esempi positivi, non solo personaggi ricchi e arricchiti, evasori e intrallazzatori che si comprano 6 milioni di barca o che dichiarano meno dei loro stessi dipendenti.
Un gruppo di 13 persone in redazione, e io, al momento, mi sono occupato della realizzazione del progetto web.

Questa è un’attività che porto avanti sempre in parallelo, certo, con il poco tempo a disposizione, ma sempre con vivace curiosità: WEB DEV
Ora sto studiando Objective C e l’ecosistema iPhone App, per realizzare, a breve una app o qualcosa di simile per iPhone. Il percorso per chi non è un developer è impegnativo, ma ne sarà comunque valsa la pena in termini di esperienza.

Altro progetto su cui sto lavorando, anche se ci sono ancora molto distante: I LOVE THIS GAME.
Non ho mai negato la mia volontà di entrare a lavorare o semplicemente costruirmi un po’ di ulteriore esperienza nel calcio. Sono troppo legato a questo mondo, sebbene anche questo inquinato di personaggi che definire poco raccomandabili è un complimento. Ma mi piacerebbe davvero divertirmi e tornare un po’ bambino con quello che rappresenta il mio primo vero amore.
Ci sto lavorando e nei prossimi post ti terrò aggiornato.

Ci sono altri ambiti in cui fare qualcosa, fotografia, sociale, politica… ma vorrei che le mie iniziative parallele, fossero qualcosa di concreto, con uno sviluppo e non le solite attività iniziate e lasciate a poltrire in un angolo.

E tu: ti senti completato da quello che fai quotidianamente? Ci sono delle Iniziative Parallele che ti piacerebbe seguire, coltivare e vedere realizzarsi? Mi puoi contattare e magari una di queste la potremmo iniziare assieme.

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Questo decreto è una vergogna. No alla legge bavaglio.

June 11th, 2010

L’Aquila – Anemone, Bertolaso e appalti vari (il business del terremoto e della Protezione Civile SpA), il caso Scajola (se l’inchiesta non fosse uscita, Scajola non si sarebbe mai dimesso, un ministro che si fa pagare 300 mila euro di casa da uno a cui lo Stata elargisce milioni di appalti ogni anno), Scandalo D’Addario/Berlusconi (il lettone di Putin, le escort presentate al Parlamento e la ricattabilità del premier nano), G8 (la polizia che esulta per la morte di Carlo Giuliani e per il successo della Diaz), Calciopoli (Moggi, le partite e i campionati falsati): tutte queste inchieste non sarebbero state pubblicate.
Questa legge è una vergogna ed è ora che i settori più influenti dell’opinione pubblica e il popolo si mobiliti. Il diritto all’informazione e la possibilità dei cittadini di formarsi un’opinione anche conoscendo questi scandali, sono un diritto inalienabile.
La metodologia è anche peggio: porre la fiducia al Senato.

Tu che leggi ora, spiega a chi ti sta vicino quali sono i rischi per la democrazia: spiega che dal 9 luglio, se il decreto dovesse essere approvato alla Camera, l’Italia diventerebbe un paese ancora meno libero.

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Si ricomincia

May 19th, 2010

Domani non sarà un giorno qualunque per me. Dopo sei anni (quasi) di lavoro in MTV, è arrivato il momento di iniziare una nuova avventura.
Si ricomicia, nuovi colleghi, nuovi uffici, nuova zona di Milano, tutto nuovo.
Non cambia la mia voglia di rimettermi in gioco (è proprio il caso di dirlo). Quale sarà la mia nuova azienda? Non lo voglio ancora dire.

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Functional Design

April 19th, 2010


Functional Design

Originally uploaded by alkatim

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5 x 1000: io lo do a Emergency

April 19th, 2010
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Meglio cambiare né?

March 30th, 2010

E’ arrivato il mio momento. Ho pensato spesso a quando sarebbe arrivato e in poche settimane tutto si è materializzato davanti ai miei occhi. Dopo quasi 6 anni lascio l’azienda in cui sono cresciuto, in cui ho fatto esperienza, ho coltivato le mie passioni, ho creduto. Dopo 6 anni lascio i miei colleghi di lavoro, gli amici che ho trovato, i professionisti che ho apprezzato.
Una nuova avventura mi attende. Un nuovo settore, nuovi colleghi, nuove sfide, nuove zone di questa Milano da esplorare. Nel mezzo di questo cambiamento, qualcosa che non cambia ancora. Il nostro Paese. Un Paese che non sembra capire lo stato in cui versa, la classe politica con cui fa’ i conti quotidianamente e i pessimi esempi che li rappresenta.
E’ difficile pensare che le cose possano cambiare a breve e questo pensiero potrebbe già spingerti a valutare la possibilità di lasciarlo questo Paese. Ma forse è arrivato il momento di cambiare le cose da dentro. Impegnarsi attivamente affinché venga restituita un po’ di speranza ai giovani, a chi ha perso il lavoro, a chi soffre, a chi bene già sta ma vuole sognare di stare meglio con gli altri.
Sono stanco delle parole, delle critiche a distanza. E’ il caso che ognuno di noi, me per primo, faccia qualcosa. Perché mi sento onesto, capace e integro, con valori e principi che sembrano dimenticati in questa Italia un po’ fascista e sfasciata, dove si sale sul carro del vincitore o meglio del percepito vincitore, dove i media non raccontano la realtà ma rispondono a logiche di potere e di piaggeria verso il Grande Capo, a discapito di chi solo quelli ha per formarsi un’opinione sulla loro realtà (percepita).
Un paese dove si saluta con bracci tesi e non ci si vergogna più, in cui si maneggiano cocaina e puttane ma non è perdonato di andare a trans. In cui agli onesti non si perdona nulla e si è pronti a guardare la pagliuzza nell’occhio altrui dimenticandosi delle proprie travi.
Un paese in cui chi governa da 10 anni può arringare impunito e addossare agli altri le colpe di una politica assente, fatta di leggi personali e arrangiamenti costituzionali.
E’ il momento di fare qualcosa.

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In bocca al lupo

March 4th, 2010

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
“Ma qual è la pietra che sostiene il ponte?” – chiede Kublai Kan.
“Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra”
– risponde Marco – “ma dalla linea dell’arco che esse formano”.
Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge:
– “Perchè mi parli delle pietre? E’ solo dell’arco che mi importa”.
– Polo risponde: – “Senza pietre non c’è arco”.

(Italo Calvino, Le città invisibili)

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